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· 4 min di lettura

Un contenuto per ogni formato: perché il verticale non è l'orizzontale tagliato

Un video pensato in orizzontale e tagliato in verticale perde il soggetto, le scritte e il ritmo. Ogni formato (16:9, 9:16, 4:5, 1:1) va ricomposto a sé: inquadratura, testi, durata e primi secondi. Con l'AI questo lavoro costa molto meno di prima, perché la scena si ricompone invece di rigirarla, e lo stile del brand si decide una volta sola.

Tre cornici di legno di proporzioni diverse piantate nella sabbia al tramonto: ognuna inquadra lo stesso faro in modo diverso

Capita a tutti. Lo spot è venuto benissimo, sul sito sta da dio, e poi qualcuno dice: "mettiamolo anche nelle storie".

Si taglia ai lati, si esporta, si pubblica. E il prodotto è finito mezzo fuori dall'inquadratura, la scritta finale si legge a metà, e i primi tre secondi, quelli che dovevano fermare il pollice, sono un bel cielo vuoto.

Non è colpa di nessuno: quel video era stato pensato per un altro schermo.

Perché non basta tagliare?

Perché un formato non è solo una forma del rettangolo. È un modo diverso di guardare.

Un 16:9 si guarda con calma, su un monitor o in una sala, e regge inquadrature larghe e scritte piccole. Un 9:16 si guarda in piedi, col telefono in mano, scorrendo: il soggetto deve stare al centro e in grande, le scritte devono essere enormi e lontane dai bordi dove l'app mette i suoi pulsanti, e tutto si decide nei primi secondi.

Tagliare un orizzontale vuol dire buttare via due terzi dell'immagine e sperare che quello che resta funzioni. A volte va bene. Di solito no.

Quali formati servono, e dove?

FormatoDove si usaCosa cambia
16:9, orizzontalesito, YouTube, presentazioni, schermi in fierainquadrature larghe, ritmo più disteso
9:16, verticalestorie, reel, TikTok, Shortssoggetto al centro e grande, scritte grandi, i primi secondi decidono tutto
4:5, verticale bassofeed di Instagram e Facebook, inserzionioccupa più schermo del quadrato, regge un po' di contesto
1:1, quadratofeed, marketplace, alcune inserzionicomposizione centrale, poco spazio ai lati

Non tutte le aziende hanno bisogno di tutti e quattro. Il punto di partenza è capire dove vive davvero il contenuto: se il 90% passa dalle storie, è il verticale il formato principale, e l'orizzontale diventa la versione.

Cosa cambia davvero da un formato all'altro?

Quattro cose, quasi sempre.

1️⃣ L'inquadratura. Nel verticale la camera si sposta, si allontana o si avvicina, perché il soggetto deve stare intero e al centro.

2️⃣ I testi. Più grandi, più corti, in posizioni diverse. Una scritta che in orizzontale sta in basso a destra, in verticale finisce sotto i pulsanti dell'app.

3️⃣ La durata. Lo stesso messaggio può durare 30 secondi sul sito e 8 nelle storie.

4️⃣ L'apertura. Sul sito il video può partire piano. Nel feed ha un secondo per fermare chi scorre.

Qui sotto un nostro original: un palazzo sul mare che non esiste, in versione orizzontale e verticale. Guarda come nel 9:16 la camera si allontana e i testi crescono: lo stesso progetto, ricomposto per un altro schermo.

16:9, per il sito e le presentazioni
9:16, per storie e reel

Cosa cambia con l'AI?

Prima ricomporre un formato voleva dire due strade: rigirare (costoso) o tagliare (veloce e spesso brutto). Per questo quasi tutti tagliavano.

Con l'AI c'è una terza strada. La scena si può ricomporre: allargare dove serve spazio, rigenerare un'inquadratura più stretta, spostare il soggetto, rifare lo sfondo per il verticale. E siccome lo stile, il prodotto e il mondo del brand sono già decisi, ogni formato parte da lì invece che da zero.

Lo stesso vale per le lingue. Una campagna pensata per l'Italia può uscire in tedesco o in inglese con le scritte rifatte nel formato giusto, non con i sottotitoli appiccicati sopra. E per le varianti: lo stesso concept con un prodotto diverso, un'altra apertura, un'altra stagione.

Ogni versione resta una produzione a sé, con le sue scelte. Quello che l'AI toglie è il costo di ripartire ogni volta dal set.

Cosa può andare storto?

👉 Fare tutti i formati per tutto. Dieci versioni di un contenuto che vive solo su un canale sono lavoro buttato. Meglio pochi formati, fatti bene, dove serve.

👉 Dimenticarsi del prodotto. Quando una scena si ricompone, il prodotto deve restare identico: forme, colori, etichette. Va controllato in ogni formato, non solo nel primo.

👉 Perdere lo stile. Se ogni formato lo fa qualcuno diverso, senza regole scritte, alla fine sembrano tre campagne di tre aziende diverse.

Da dove si parte?

Da una domanda semplice: dove lo guarderà la maggior parte delle persone? Quello è il formato principale, e si progetta per primo. Gli altri si decidono in base ai canali che contano davvero per l'azienda.

Se stai pensando a uno spot che poi deve girare ovunque, qui spieghiamo quando conviene farlo con l'AI. E per tutte le altre cose che l'AI può fare per i contenuti di un'azienda c'è la mappa completa.

Vuoi vedere come sono venuti i nostri progetti, formato per formato? Guarda i lavori.

Domande frequenti

Posso tagliare un video orizzontale per farlo verticale?
Si può, ma di solito si perde qualcosa: il soggetto esce dall'inquadratura, le scritte si leggono male e l'apertura non funziona nel feed. Funziona solo se il video è stato pensato fin dall'inizio con il soggetto al centro e i testi lontani dai bordi.
Quali formati servono a un'azienda?
Dipende da dove vive il contenuto. Il 16:9 per sito, YouTube e presentazioni; il 9:16 per storie, reel e TikTok; il 4:5 e l'1:1 per il feed e le inserzioni. Meglio pochi formati fatti bene che tutti fatti di fretta.
Con l'AI si può adattare un contenuto a tutti i formati?
Si può ricomporre ogni formato senza rigirare: allargare la scena, cambiare inquadratura, spostare il soggetto, rifare lo sfondo. Ogni formato resta una versione pensata a sé, ma stile e prodotto sono già decisi e non si riparte da zero.
Si può fare lo stesso contenuto in più lingue?
Sì, ed è uno dei casi in cui l'AI conviene di più: le scene restano le stesse, cambiano scritte ed elementi da adattare al paese, ogni lingua nel formato giusto.
Come si evita che ogni formato sembri fatto da un'azienda diversa?
Scrivendo prima le regole di stile: colori, luci, tono, cosa sì e cosa mai. Ogni formato parte da quelle, e il prodotto si controlla in ogni versione.

Scritto da Alessandro Marino · Mindleg Studios

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