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Quello che impariamo lavorando con le aziende: cosa funziona, cosa costa, cosa si può fare e cosa no.

Contenuti AI per aziende: cosa puoi fare oggi, qualunque cosa tu venda
Con l'AI un'azienda può far vedere quello che non si può fotografare, spiegare quello che oggi spiega solo il tecnico, esserci ogni settimana, parlare in altre lingue e farsi riconoscere. Vale per chi vende prodotti, servizi, luoghi o software: cambia da dove si parte, non quello che si può ottenere.
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Spot pubblicitario con AI: cosa cambia per un'azienda e quando conviene
Uno spot fatto con l'AI non posiziona un brand meglio di uno spot girato: cambia quello che un'azienda si può permettere. Con il budget di una produzione classica escono più campagne, idee che non si potrebbero girare e versioni diverse per canali, prodotti e lingue. Conviene quando serve farsi notare spesso; non conviene quando serve una persona vera davanti alla camera.

Un contenuto per ogni formato: perché il verticale non è l'orizzontale tagliato
Un video pensato in orizzontale e tagliato in verticale perde il soggetto, le scritte e il ritmo. Ogni formato (16:9, 9:16, 4:5, 1:1) va ricomposto a sé: inquadratura, testi, durata e primi secondi. Con l'AI questo lavoro costa molto meno di prima, perché la scena si ricompone invece di rigirarla, e lo stile del brand si decide una volta sola.

AI Act e contenuti fatti con l'AI: cosa deve dichiarare un'azienda dal 2026
Un'azienda può usare l'AI per immagini, video e campagne. Dal 2 agosto 2026 l'articolo 50 dell'AI Act chiede di dichiarare i contenuti generati che sembrano reali e potrebbero ingannare chi guarda; per le opere chiaramente creative basta un'indicazione che non rovini la visione. Restano le regole di sempre su volti, marchi e materiali di terzi, più quelle delle piattaforme.
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